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SI PARLA DI...
IL TURISMO DENTALE ESPORTA CAPITALI
ED IMPORTA DEBITI E PATOLOGIE
Il Turismo odontoiatrico in Italia è un fenomeno relativamente recente, che gode al momento di una certa fortuna stante anche la critica situazione economica delle famiglie italiane. In sintesi,gli elementi più significativi identificati in merito da Gerhard Seeberger vice-presidente
della European Regional Organization (ERO) della Federazione Odontoiatrica Internazionale,
organismo che fa capo all’OMS in area odontoiatrica.
1. Non esiste censimento ufficiale ma si stima che il numero di cittadini italiani che ogni anno acquista cure odontoiatriche nei paesi dell’est Europa (Ungheria, Romania, Polonia ecc…) siano circa 25 – 30 mila spesso trasportati materialmente con autobus da organizzazioni terze,agenzie di viaggio, associazioni di consumatori, sindacati ecc, prevalentemente dal nordest d’Italia ma anche da regioni più lontane da questo confine e perfino dalle isole.
2. La qualità delle cure prestate è mediocre, il rispetto dei tempi biologici impossibile, ma più preoccupante su tutti è il rischio per la sicurezza dei pazienti verso le infezioni crociate dal momento che non esistono in molti di questi paesi normative che obbligano gli studi all’uso di una autoclave per sterilizzare lo strumentario chirurgico ed essendo lo standard economico di vita molto più basso rispetto all’Italia pochi si possono permettere di sostenere i costi di acquisto e di esercizio di un’autoclave. A questo proposito va specificato che la sicurezza che il dentista italiano garantisce ai suoi pazienti gli costa circa il 20 % del suo incasso!
3. Considerato che l’importo medio pagato da ogni paziente è di circa 5.000 euro si può calcolare che sia di almeno 100 milioni di euro l’esportazione di moneta che dall’Italia viene trasferita ogni anno in questi paesi dell’est.
4. i cittadini italiani a fronte di questa spesa pagata oltre confine chiedono e ottengono, al
rientro in Italia, rimborsi vari da enti pubblici e privati generando a loro carico un disavanzo
tutto passivo.
5. Non solo ma a causa della qualità di cure spesso mediocre e poco sicura nel controllo
delle infezioni crociate, questi pazienti, al ritorno in Italia, possono subire, a distanza variabile
di tempo, complicazioni più o meno serie per le quali si rivolgono alle nostre strutture pubbliche,con un aggravio di costi a carico del SSN.
Nei casi più gravi questi pazienti curati nei paesi dell’est quando abbiano contratto infezioni pericolose come epatiti, AIDS o altre virosi (come pubblicato dalla stampa) oltre ad esportare capitali all’estero ed importare infezioni anche gravi nel nostro Paese, mettono in pericolo la salute di tutti i cittadini.
Il messaggio che Seeberger e l’AIO rivolgono alle Autorità sanitarie italiane è di non
sottovalutare la portata di questo fenomeno.
Elena Bertuzzo
ARTICOLO ESTRATTO DA" PROSPETTIVA ODONTOIATRICA" ORGANO D'INFORMAZIONE DELL'ASSOCIAZIONE ITALIANA ODONTOIATRI
N°II OTTOBRE 2008
RASSEGNA STAMPA
TURISMO ODONTOIATRICO SU PANORAMA:
“DAL DENTISTA DELL’EST PER DUE SOLDI…”
Il numero di Panorama dell’8 maggio scorso ha pubblicato, a firma di Alessandro Calderoni,
un articolo sul fenomeno crescente del turismo odontoiatrico che porta ogni anno oltre 20 mila italiani a curarsi la bocca nei paesi dell’est e in par ticolare in Ungheria,Croazia, Romania e Serbia “risparmiando oltre il 60%”di quanto si pagherebbe in Italia.
Nell’articolo si indicano i siti web più e meno noti attraverso i quali si contattano questi
centri, le agenzie o i centri collegati presenti in Italia, le modalità con cui avvengono le trasferte e naturalmente i costi comparati delle cure. Testimonianze, preventivi soddisfazione
dei”turisti” che in questo modo si sentono protetti “dall’esorbitante onorario riconosciuto
all’odontoiatra (italiano ndr) per un sorriso restaurato”. L’ autore del pezzo tuttavia non dice quali siano le condizioni economiche dei paesi che sono citati nel suo articolo: non dice qual’è il costo del lavoro in quei paesi né quale sia il carico fiscale e burocratico vi presente. Cerchiamo allora di ricordarlo perché le tasse in giro per il mondo condizionano positivamente o negativamente qualsiasi attività economica. La tassa sulle persone giuridiche o società per
esempio in Polonia è del 19%, in Slovenia del 22, in Slovacchia del 19, in Romania del 16, iLettonia e Lituania del 15, in Bulgaria e Macedonia del 10%; in Italia del 32,4 ma non è la
sola.La tassa sulle persone fisiche in questi paesi oscilla tra un 10% in Bulgaria e Macedonia
al 12,5 in Repubblica Ceca e 16% in Romania fino al 40% in Polonia contro il 46% in Italia. In Paesi come Ucraina, Bulgaria,Romania, Albania, Macedonia esiste una flat tax che è intorno al 10%.(Fonte: Laffer Associates).
Fare informazione crediamo significhi dare tutte le informazioni necessarie per inquadrare e spiegare un problema, senza pregiudizi. A noi sembra che il giornalista di Panorama questa lezione non l’abbia acquisita.
E’ al corrente per esempio che la azienda odontotecnica Erident citata in articolo è
stata più volte visitata dai NAS a Padova?
ARTICOLO ESTRATTO DA" PROSPETTIVA ODONTOIATRICA" ORGANO D'INFORMAZIONE DELL'ASSOCIAZIONE ITALIANA ODONTOIATRI
N°II OTTOBRE 2008